DIDATTICA ATTIVA E MOVIMENTO DI COLLABORAZIONE

Le metodologie didattiche attive rendono i bambini e le bambine protagonisti/e di una esperienza di apprendimento: non è il maestro/a al centro dell’intervento didattico, ma lo sono gli alunni/e, coinvolti in esperienze che richiedono di attivare conoscenze, capacità/abilità, competenze.

Quando un bambino/a è coinvolto/a in modo attivo c’è una maggiore partecipazione: se, in aggiunta, gli esiti delle esperienze proposte sono positivi, l’alunno/a è più entusiasta nei confronti del compito proposto e lo affronta con più motivazione.

Il maestro/a, non essendo più al centro dell’intervento formativo, ha il compito – in base alla metodologia didattica che propone – di coordinare, suscitare interesse, stimolare alla partecipazione, porre domande, accompagnare e guidare gli studenti in questa esperienza didattica.

La didattica attiva prevede che i bambini e le bambine collaborino tra loro, creando dove possibile percorsi condivisi. L’individualismo lascia spazio alla cooperazione, senza dimenticare la personalizzazione nella valutazione degli esiti finali.

La reciprocità e  il mutuo soccorso si possono facilmente individuare nella filosofia del Movimento di cooperazione educativa o MCE, nato nel 1951, su impulso della pedagogia sociale di Elise e Celestin Freinet.

Il MCE  è nato per costruire processi educativi e sociali utili a rafforzare una società libera e aperta al cambiamento, garanzia di uguaglianza e partecipazione democratica. Si tratta di una precisa pedagogia dell’emancipazione, fondata su base educativa partecipativa e pluralistica fondamentale per il metodo naturale dell’apprendimento.

Il mestiere di educare e dell’insegnare è un processo dinamico, che per essere efficace deve intervenire in modo consapevole nella realtà di ogni singolo individuo allo scopo di tutelarne i diritti sociali, in quest’ottica la relazione educativa e la didattica attiva e laboratoriale sono leve irrinunciabili per la costruzione di una comunità di apprendimento.

I fondatori del Movimento cooperativo, facendo seguito alla stagione pedagogica di Freinet, Piaget, o Brunner, si sono sempre battuti per affermate i diritti sociali di tutti/e , soprattutto per imporre l’idea di una scuola “child centerd” costituzionalmente solidale, inclusiva e votata all’emancipazione dei bambini/e, perché possano essere futuri cittadini attivi e consapevoli.

Un approccio didattico collaborativo, laboratoriale ed esperenziale ha un riverbero diretto sulla formazione della personalità degli alunni/e di conseguenza sulla loro attitudine ad affrontare in modo efficace le difficoltà.

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